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  • Thursday 17 May, 2012 - local time 17:11

Natisone's Valley

Natisone's Valleys are connected to Cividale, ancient Forum Iulii, and Isonzo's valley and they are situated in the oriental part of Friuli-Venezia Giulia.
They are characterized by Natisone's valley properly said and of those covered by its affluents, Alberone, Cosizza and Erbezzo.
They are symbolized by Matajur Mount (1641 m.) that it dominates them and from its top it's possible to see the Adriatic.
It's possible to visit numerous small churches of the XV and the XVI century situated everywhere in the territory.
You can find them covering paths in woods and meadows.
Interestig are several natural caves, some inexplored, between which it's enunciates Saint John's cave, very interesting under the naturalistic, historical, religious and cultural profile.
In the natural atmosphere of the area you can practice various sports like trakking, mountain bike, fishing and excursions.
Natisone's Valleys are an interesting area also under cultural profile.
In this territory, characterized by its particular geographic position, an atmosphere in which the relationship has been delivered up man - ambient it has created an historical - cultural patrimony of remarkable interest that extrinsic in traditions absolutely original that they go from the popular architecture until the traditional gastronomia.

 

 

LA SLAVIA FRIULANA, LA BENECIJA (fonte Wikipedia)

La Slavia friulana, detta anche Slavia italiana o Slavia veneta (Sclavanie in friulano, Benecija o Beneška Slovenija in sloveno) è la denominazione della regione collinare e montuosa (Prealpi Giulie) del Friuli orientale, che si estende tra Cividale del Friuli e i monti che sovrastano Caporetto (ora in Slovenia).
Gli slavi si stabilirono in queste zone già in epoca longobarda, tanto che fu proprio il potere longobardo ad accogliere i primi coloni e ad imporre il confine orientale tra popolazione romanza e slava, quasi coincidente al limite naturale esistente tra la pianura (romanza) e il territorio montuoso delle prealpi (slavo). La presenza slava si rafforzò probabilmente dopo le invasioni ungare nel IX secolo, allorché il Patriarcato di Aquileia si servì di gruppi di contadini slavi di varia provenienza (perlopiù sloveni dalla Carinzia e Carniola) anche per ripopolare alcune zone della pianura friulana devastate e quasi desertificate dalle incursioni magiare, e non è escluso che altrettanto possa essere accaduto per le aree montuose. I gruppi etnici slavi della pianura tuttavia vennero presto assimilati culturalmente dalla popolazione friulanofona.

Sotto il regno longobardo l'area beneciana (valli del Natisone e del Torre con relativi affluenti) acquistò gradualmente una notevole importanza strategica, in quanto si trovava ai confini con i domini del Sacro Romano Impero (c.d. Limes Langobardorum). Le popolazioni del luogo costituirono perciò una specie di "corpo di guardia": in cambio della loro sorveglianza gratuita furono esentate dalla servitú della gleba e dal pagamento dei vari balzelli medievali, di contro però veniva loro negata ogni possibilità di migrazione verso la pianura, salvo che non fosse esplicitamente concesso il contrario. Questi loro privilegi continuarono sotto i Patriarchi di Aquileia che ressero lo stato friulano dal 1077 al 1420 (e che ebbero per un certo tempo la loro capitale nella vicinissima Cividale), come pure sotto la Serenissima Repubblica di Venezia.

Le Valli del Natisone assunsero i tratti di un vero e proprio staterello autonomo, situato entro il mosaico di popoli della Repubblica di Venezia, che godeva del privilegio di un proprio potere giudiziario, espletato, osserva Pasquale Guion, "da 12 giudici, annualmente eletti, per ciascuna Valle, presso le rispettive Banche (Mize) di Antro e di Merso. Gli appelli si facevano da Banca a Banca (banchi di marmo). Le pene consistevano in prigionia, dada (berlina) e multe". Era di loro competenza comminare anche la pena di morte.

L'autonomia della Slavia venne drasticamente ridimensionata con la soppressione della Serenissima nel 1797 e l'acquisizione del territorio all'Impero Asburgico; nel 1866 tramite un plebiscito la Slavia passa sotto il Regno d'Italia.

Tale processo di italianizzazione ebbe una radicale accelerazione dopo il 1933, quando il fascismo proibì l’uso delle lingue slave in chiesa, dov'era rimasto radicato. Nel 1938 lo scrittore sloveno di origini goriziane France Bevk pubblicò nell'allora Regno di Jugoslavia un libro dal titolo "Il Cappellano Martin Čedermac", nel quale espose, basandosi sulla biografia di un sacerdote del luogo, la lotta contro la soppressione della lingua e cultura slovena voluta dal regime fascista. Il nome Čedermac divenne presto un sinonimo diffuso per tutti i sacerdoti sloveni della Venezia Giulia che si opposero alla politica snazionalizzatrice del fascismo e viene tuttora usato in questo senso.

Dopo la seconda guerra mondiale le popolazioni della Slavia dovettero subire un clima di sospetto che avvolgeva tutto ciò che riguardava la lingua e la cultura slovena. Frequentemente, chi all’epoca della guerra fredda usava pubblicamente lo sloveno veniva accusato di propaganda comunista o filo-jugoslava, nonostante la popolazione locale fosse in massima parte devota alla causa occidentale, assolutamente aliena all'ideologia comunista. Nonostante la loro dichiarata e dimostrata lealtà alla patria ed allo stato italiano venne loro negata l'autonomia culturale e la protezione linguistica della quale godettero invece gli sloveni delle province di Gorizia e Trieste, storicamente molto più legati alla Slovenia.

EQUILIBRIUM BETWEEN HISTORY AND NATURE

Natisone's Valley are characterized from the distance of the river and the prealpine reliefs: the Black Mount, the National Park of the Tricorno, the Canin Mount and the Matajur Mount are an example.
Beyond to the numerous panoramic roads, various are the possibilities for distances on foot and in mountain-bike. In these valleys modern history traces are found, like the rests of military roads and defensive lines of the First World War and of ancient history: rests of castellieri, late-ancient and medieval structures fortified and of takeovers roman. Between the coves of this territory there is the cove of Saint John of Antro.

ON THE WAYS OF THE FAITH

The strait tie between religion and real life is testified from the existence of great place of cult scattered on all the area.
Various are the monuments of these valleys, between which:

  • » the Sanctuary of Castelmonte, the V century;
    » the church inner to the fortified cove of Saint John of Antro, the XV century;
    » the small churches, the XV and the XVI centuries and scattered everywhere, from the valley of Judrio river to Natisone's valleys.

 

 

ROUTES OF THE TASTE

The dishes of Natisone's valley are diversified because of different products of seasons:

  • » the bizna: soup of brovada and potatoes;
  • » the stakanje: purè of potatoes and vegetables of season;
  • » the zlicnjaki: small gnocchi of flour;
  • » the soup of maize, pumpkin and chestnuts.
  • Moreover, the meat, the mushrooms, the trouts of the Natisone, strukijj (sweets typical) and the traditional cake, the "gubana".
    To the gastronomic peculiarities of the territory it goes added the prestigious production of wines D.O.C. of the Orient Hills of the Friuli on an area that extends along orient hills of the province of Udine, to the border with Slovenia. It is a specialistic production of native wines like the Schioppettino, the Picolit and the Verduzzo.
    We suggest also the visit to small farms, ancient dairies, laboratories of local typical cake production; the apple purchase, also of native quality, the Seuka, of chestnuts and honey.