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Il castello di Ahrensperg



Dal punto di vista storico, il castello di Ahrensperg riveste un interesse notevole. In direzione nord, in contatto visivo con il fortilizio, vi è il castello di Antro, le cui vicende storiche sono in parte legate quello di Ahrensperg. Entrambi controllavano l’antica arteria stradale che da Forum Iulii saliva verso il Norico, e costituivano un vero e proprio sistema fortificatorio, assieme ai vicini castelli di Urusbergo e Zuccola (distrutti nello stesso anno) e Gronumbergo, posizionato sull’altra riva del Natisone.

 

1149
Il sito è menzionato per la prima volta

 

1251
Il castello è nominato come esistente a partire dal 1251 (“...quod castrum Ahrensperg debeat pertineri D. Patriarchae”)

 

1274
Un documento registra la conquista dal parte di Dittmaro di Grifenvelse del castello di Antro, e del “castrum novum apud Ahrensperg”. L’attributo ha indotto a pensare all’esistenza di secondo fortilizio feudale nella località Ahrensperg (terzo, se si considera anche quello di Antro), cercato in località contermini dagli studiosi ma la determinazione potrebbe anche semplicemente riferirsi ad una ampia ristrutturazione dell’unico castello noto con tale nome

 

1296
Un tal Camoretto rinunciò alla sua abitanza nel castello a favore del Patriarca, il quale la infeudò a Volrico di Ermanno 1306 Il fortilizio fu assediato dal Conte Enrico II di Gorizia. L’episodio si inserisce nel contesto del conflitto tra il Conte di Gorizia ed il Patriarca Ottobono de’ Razzi che, iniziato nel 1305 con una serie di azioni ostili contro quest’ultimo, si concluse con una tregua stipulata il 27 aprile

 

1306
Il fortilizio fu assediato dal Conte Enrico II di Gorizia. L’episodio si inserisce nel contesto del conflitto tra il Conte di Gorizia ed il Patriarca Ottobono de’ Razzi che, iniziato nel 1305 con una serie di azioni ostili contro quest’ultimo, si concluse con una tregua stipulata il 27 aprile 1306

 

1326
novembre 9, in Udine - Morando di Porcia, agente quale vicario del patriarca, nomina Federico Savorgnan e Francesco notaio di Udine suoi procuratori per presentarsi davanti a Enrico, re di Boemia e Polonia, per chiedere la restituzione del castello di Ahrensperg (Biacis di Pulfero) e la riparazione dei danni subiti dalla chiesa di Aquileia ad opera del comitato di Gorizia

 

1327
giugno 20, in Udine - Il patriarca Pagano Della Torre nomina Odorico notaio di Udine procuratore suo e della chiesa di Aquileia, affinché chieda ai procuratori di Enrico, re di Boemia e Polonia e tutore del conte di Gorizia, il rispetto dei patti concordati, nonché chieda alla contessa Beatrice di Gorizia la restituzione del castello di Ahrensperg novembre 13, in Udine - Corrado de Ovenstain e Pietro de Liebenberg promettono al patriarca Pagano Della Torre di osservare i patti stipulati tra il duca di Carinzia e il comitato di Gorizia e il patriarca e la chiesa di Aquileia; Pietro, appena ricevute le lettere del patriarca, promette di consegnare il castello di Ahrensperg (Biacis di Pulfero) a Bernardo di Strassoldo

 

1364
Il castello fu demolito. Lo stesso anno furono demoliti i castelli vicini di Zuccola, Urusbergo, ed Antro. Nel quadro delle contese che contrapposero il Patriarca Lodovico della Torre ed i suoi alleati (tra cui Francesco di Carrara e l’imperatore e Lodovico re d’Ungheria) al duca d’Austria Rodolfo, a sua volta alleato con alcune famiglie friulane, tra cui gli Zuccola- Spilimbergo. Sopravvisse alla distruzione la torre quadrangolare, ancora oggi visibile

 

1365
Il Parlamento del 3 aprile decretò, tra le altre cose, che i castelli distrutti non dovessero più 2 essere ricostruiti, e questa decisione verosimilmente riguardò anche il castello di Ahrensperg. Il castello non fu più riedificato e i conci degli alzati furono usati come materiale edilizio

 

1511
sul sito castellano fu edificata la chiesa dei SS. Giacomo ed Anna L’area castellana continuò ad essere frequentata anche dopo la distruzione, per il fatto che presso la chiesa si riunivano la Vicinia di Biacis e la Banca di Antro e che la torre sopravvissuta alla distruzione fu utilizzata come prigione

 

1567
La prima descrizione della situazione di fatto delle vestigia è fornita da Girolamo di Porcia che nel 1567 scrive: “disotto nel piano (rispetto ad Antro) sono i vestigi d’un antico castello rovinato, ov‘è ancora un pezzo di torre usato dagli Schiavi in luogo di prigione” in riferimento alle sanzioni comminate dalla Banca

 

1900
Nei primi anni del 1900 Michele Leicht così descrisse i ruderi, caratterizzati anche dalla presenza di un mastio: “… codesto mastio risulta da un pentagono colla base rettilinea di 21 metri, una smussatura d’angolo di cinque metri, un’altra fronte a monte di sei metri e due lati di 10 metri cadauno. Le muraglie attuali affiorano di poco dal suolo e misurano uno spessore di un metro. Alla metà della fronte verso la montagna ed all’esterno si eleva ancora una torre quadrata di 4 metri per lato alta quattordici metri e senza porta costituita da muraglie di pietra squadrata dello spessore di un metro. Nella corte del mastio, addossate alla metà circa della lunghezza dei muro dei 10 metri, si scorgono le rovine dei muri di una torre quadrata di 4 metri per 5 metri alta dal suolo non più di 3 metri ed inoltre gli avanzi di un ‘altra torre delle stesse dimensioni che affiora appena dal suolo”

 

1909
La torre viene dichiarata di importante interesse sulla base dell’art. 5 della legge 20 giugno 1909, n. 364 (notifica del 27/10/1927)

 

1927
La torre visibile in elevato fu restaurata nel 1927, come si legge da una iscrizione sulla torre stessa. Nello stesso periodo furono effettuati lavori di sistemazione del sito ad opera dell’Italcementi

 

1974
Gli architetti Nicoletti e Koenig così descrivono la situazione in un sopralluogo: tracce di cinta verso Nord- Est, torre verso Nord... ruderi di case agricole costruite probabilmente su fondazioni e con resti di due torri”

 

1978
Tito Miotti scrive: Salendo dalla stradina che da Biacis porta alla chiesa, poco prima di questa vi sono gli avanzi, coperti da arbusti, di una torre rotonda”; fa cenno di “un ‘altra torre che era situata ad una ventina di metri dalla chiesa verso ponente e della quale vi è solo un cumulo di macerie” “Fra detto cumulo e la chiesa si trovano i resti di un fabbricato: i muri non sono spessi, sui 40 cm., e i lati appaiono irregolari. Per quanto costruita con pietre simili a quelle dell’antico fortilizio, potrebbe essere opera posteriore”; menziona una torre quasi quadrata (mt. 3,10 x 3,40) con spessore di cm 80 e altezza sugli 8 mt. Feritoie verticali in ogni lato; manca un ingresso. “Parallela ai muri della chiesa corre una muraglia larga mt. 1 circa che avvolge a semicerchio la chiesa e il settore che la fiancheggia fino alla torre maggiore... tratti rettilinei di coeve opere murarie proseguono in senso est-ovest perdendosi nel bosco...”

 

2003-2006
Iniziano le indagini archeologiche del sito castellano mediante tre campagne di scavo: nell’agosto 2003, nell’inverno 2005, nel giugno-luglio 2006, nel giugno-luglio 2009, nel giugno-luglio 2010. Nel loro insieme questi interventi hanno portato alla luce le seguenti strutture: • nell’area antistante alla chiesa sono state individuate due muri in direzione SW-NE e EW; quest’ultimo prosegue per 16 m lungo il lato meridionale della chiesa • muri di recinzione sono stati individuati sul lato W (facciata) della chiesa • altri muri sono stati evidenziati lungo il lato N della chiesa, e ritenuti, come i precedenti, pertinenti al fortilizio. In particolare un muro di andamento nord-sud presenta uno spessore di circa cm 80 ed è realizzato con la tecnica “a sacco”, vale a dire con i paramenti esterno ed interno realizzati con pietre squadrate e disposte in filari regolari, e 3 riempimento interno costituito da malta, ciottoli e pietre di minori dimensioni, una tecnica costruttiva particolarmente in uso nel basso-medioevo; il muro prosegue in direzione nord per complessivi 10 metri. Nel punto più settentrionale, in corrispondenza di un ceppo, sono ancora rimasti in situ 6 filari del paramento interno; Inoltre gli scavi hanno rinvenuto strutture architettoniche pertinenti ad un edificio composto di tre ambienti costruito con materiale edilizio proveniente dal castello, in data imprecisabile, ed in uso almeno fino a XIX secolo, di fattura analoga al rustico visibile in alzato.

 

2007-2008
Prime operazioni di consolidamento delle strutture emergenti attraverso la ricomposizione del volume architettonico del rustico presente in alzato composto di due ambienti sovrapposti costruito con materiale edilizio proveniente dal castello, in data imprecisabile, ed in uso almeno fino a XIX secolo con il parziale contributo della Provincia di Udine.

 

2009-2010
Continuano le indagini archeologiche. La scavo stratigrafico dell’area ha permesso inizialmente di mettere in luce cospicue porzioni di murature crollate in posto e pertinenti ad un corpo di fabbrica ubicato a N della chiesa dei SS. Giacomo e Anna, presumibilmente articolato su più piani, dei quali è stato successivamente individuato il livello seminterrato di forma quadrangolare (m 9,00 x 10,00) ad una quota di circa m 3,00 sotto l’attuale piano di campagna. Dell’edificio era in parte visibile soltanto il limite W, orientato N-S, e la soglia di accesso con quattro scalini semicircolari sviluppati verso E. Dallo scavo sono in seguito emersi i perimetrali S e E costituiti da conci di pietra squadrati legati da calce, disposti su un unico paramento addossato al banco di roccia scavato artificialmente per creare il piano seminterrato. La ultime fasi della ricerca henna riguardato la messa in luce del perimetrale N, fortemente dissestato, rinvenuto ad una quota molto più bassa rispetto gli altri perimetrali e impostato direttamente sul banco di roccia naturale. Di questo si conserva molto bene solamente l’angolare NE, costituito da imponenti blocchi di pietra per uno spessore di m 0,80-0,90. Le testimonianze materiali emerse nel corso delle campagne di scavo 2009 e 2010, sebbene ancora in corso di studio, permettono, dopo una prima analisi, di riconoscere una sequenza cronologica piuttosto coerente con le notizie storiche riguardanti il castello di Ahrensperg. I reperti rinvenuti negli strati precedenti al crollo delle strutture sembrano potersi inquadrare tra XIII e XIV secolo, negli anni quindi precedenti alla documentata distruzione del 1364. È stato tuttavia possibile riconoscere anche una fase di frequentazione successiva al crollo delle strutture, testimoniata dalla presenza di ceramica tardo-cinquecentesca e dal parziale riutilizzo di alcuni del lacerti murari crollati.

 

2010
La parrocchia di San Silvestro papa di Antro, con il parziale contributo della Regione FVG lr n. 60/1976, consolida e ricompone il muro che circonda la chiesa castellana dei SS. Giacomo ed Anna.

 

2011
Ricomposizione del volume architettonico e restauro della torre sopravvissuta quasi quadrata (mt. 3,10 x 3,40) con spessore di cm 80, con il parziale contributo della Regione FVG lr. n. 10/2000.

 

2012
Prime operazioni di consolidamento con materiale edilizio proveniente dai crolli del castello delle cospicue porzioni di murature crollate in posto e pertinenti ad un corpo di fabbrica articolato su più piani, presumibilmente il mastio, attraverso la ricomposizione del volume architettonico.



COME ARRIVARE

Il castello di Ahrensperg si trova in località Bijarci/Biacis in comune di Podbonèsec/Pulfero in provincia di Udine, Friûl/Friuli.

Latitudine: 46.148072 (46° 8' 53.06'' N) Longitudine: 13.482175 (13° 28' 55.83'' E)

Da Cividale, prendere la statale 54 in direzione Slovenia; Arrivati a San Quirino girare a sinistra subito prima del ponte sul Natisone. Ci dirigiamo risolutamente sull’antica strada del norico, già godendo dei panorami che le Valli del Natisone sanno offrire. Continuando si arriva a Vernasso, più oltre c’è un paesino: Oculis. Dopo averlo attraversato si prosegue lungo la strada asfaltata e si oltrepassa il paesino di Spagnut. Trecento metri oltre, sulla sinistra si incontra una fontana monumentale. Si lascia la strada per salire a sinistra per una stradina riconoscibile dal segnale L.R. 15/1991 (si tratta di una legge regionale che vieta il transito motorizzato se non ai locali). Meno di cinque minuti di salita su strada asfaltata si arriva ad Ahrensperg e alla chiesetta di S. Giacomo e Anna circondata da un muro in pietra dal quale si possono vedere le prime operazioni di consolidamento delle strutture emergenti del castello attraverso la ricomposizione dei volumi architettonici del mastio presente in alzato, la torre di guardia ed i rustici.

 

 

PER INFORMAZIONI E VISITE

Zuan Pieri Biasatti
Tel. 0432/904572 Cell. 335/6473445 - info@biasatti.eu

 






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