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Venerdì 16 Maggio, 2008 - ora locale 14:41
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San Giovanni d'Antro
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Arroccato su terrazzamenti a 318 metri sul livello del mare, sulle pendici giace il paese di Antro che dà il nome a tutto il territorio circostante.
Incastonato in una parete rocciosa si trova il complesso ipogeo denominato "grotta di San Giovanni d'Antro".
Il sistema di cavità naturali nella sua parte iniziale è parzialmente occupato da opere murarie. Questi fabbricati sono la memoria storica dell'uso da parte dell'uomo di quest'antro sia come fortilizio sia come luogo di culto.


GEOLOGIA

Entrata della caverna

La grotta si trova nel megabanco del Flysch del Grivò originatosi dalla successione di depositi torbitici e di frane sottomarine.
L'ingresso della grotta è situato a circa 350 metri sul livello del mare e il percorso geologico, attualmente esplorato per 4500 metri è visitabile comodamente per circa 300 metri e si sviluppa in senso orizzontale articolato su più piani.
Le esplorazioni documentate della grotta iniziarono nel 1885 e nel 1925 portarono al superamento di uno stretto passaggio che consentì, ai ricercatori degli anni seguenti, di giungere fino all'attuale sviluppo.
Il percorso turistico esplorativo è caratterizzato da un comodo sentiero semiartificiale che permette all'escursionista di addentrarsi nelle viscere della terra.




ARCHEOLOGIA



L'antropizzazione di un sito si rileva sia con la presenza di strutture artificiali, sia con la messa in luce di reperti appartenenti alla vita quotidiana dell'uomo.
Nel caso della grotta di S.Giovanni, ad un massiccio intervento costruttivo, castello e chiesa ipogea, si contrappone un esiguo numero di reperti ascrivibili alla frequentazione umana della stessa. Attribuiamo questa carenza a tre fattori:

Interno della grotta

-mancanza di scavi archeologici mirati;
·materiale in seguito disperso e non documentato;
· modificarsi dei depositi della grotta, dovuto alla turbolenza delle acque sotterranee che ci consente oggi di rinvenire continui depositi di frammenti osseiappartenenti per lo più ad esemplari di Ursus speaeus (Orso delle caverne).

I reperti archeologici si possono dividere in quattro categorie:
· ceramica (periodo pre-romano);
· metallo (periodo medioevale);
· vetro;
· ossa e denti di animali.







L'ORSO

L'orso delle caverne comparve verso la fine della glaciazione di Riss (circa 120.000 anni fa) e si diffuse durante il Würm I, per poi scomparire verso la fine di questa glaciazione. Il periodo della sua massima espansione si può collocare fra 80.000 e 35.000 anni fa. I reperti più antichi della nostra grotta sono ascrivibili a circa 40.000 anni.
L'area di distribuzione dei resti fossili di Ursus speaeus è quella delle zone temperate e continentali d'Europa.
Il ciclo vitale di questi orsi, differiva da quello degli orsi attuali soprattutto per un motivo: il letargo invernale aveva luogo immancabilmente in grotte naturali e solo raramente nei ripari e nelle nicchie oggi predilette dai loro discendenti.
Lo studio della dentatura fa pensare che l'Ursus speaeus fosse un animale principalmente vegetariano che, dopo il letargo sotterraneo, vagabondava in

L'orso

cerca di cibo durante tutta la stagione calda.
Le dimensioni degli orsi delle caverne si avvicinano a quelle degli orsi grigi che oggi popolano il Nord America; la loro scatola cranica, però, è notevolmente diversa: presenta una fronte convessa, a forma di cupola, derivata da un aumento delle dimensioni delle cavità dei seni nasali dovuto, presumibilmente, alla notevole potenza dei muscoli temporali connessi con la mandibola.
Questo adattamento sembrerebbe confermare il maggior uso dei molari durante la masticazione, e ciò fornirebbe, indirettamente, un'ulteriore prova a favore della teoria che ritiene che questi
fossero animali prevalentemente vegetariani.
Non esistevano predatori in grado di competere con loro.
L' Ursus spelaeus scomparve in un lasso di tempo abbastanza breve.

Come arrivare ad Antro
Clicca sulla MAPPA

Clicca qui per la Mappa



Per le visite guidate chiamare:
Pro-Loco NEDISKE DOLINE Tel: +39-0432-727975, cell: 338-1260311

Per l'ingresso alla grotta:
Tel: +39-0432-709065, cell: 339-7435342

 

 

Informazioni tratte dall'opuscolo realizzato dalla Comunità Montana Valli Dal Natisone con il contributo dell' U.E. - Progetto 5B.
Il disegno del complesso è di Moreno Tomasetig.
I testi sono di Lorenzo Favia




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