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Arroccato su terrazzamenti a 318 metri sul livello
del mare, sulle pendici giace il paese di Antro
che dà il nome a tutto il territorio circostante.
Incastonato in una parete rocciosa si trova il complesso
ipogeo denominato "grotta di San Giovanni d'Antro".
Il sistema di cavità naturali nella sua parte
iniziale è parzialmente occupato da opere
murarie. Questi fabbricati sono la memoria storica
dell'uso da parte dell'uomo di quest'antro sia come
fortilizio sia come luogo di culto.
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Entrata
della caverna |
La grotta si trova nel megabanco del Flysch del
Grivò originatosi dalla successione di depositi
torbitici e di frane sottomarine.
L'ingresso della grotta è situato a circa
350 metri sul livello del mare e il percorso geologico,
attualmente esplorato per 4500 metri è visitabile
comodamente per circa 300 metri e si sviluppa in
senso orizzontale articolato su più piani.
Le esplorazioni documentate della grotta iniziarono
nel 1885 e nel 1925 portarono al superamento di
uno stretto passaggio che consentì, ai ricercatori
degli anni seguenti, di giungere fino all'attuale
sviluppo.
Il percorso turistico esplorativo è caratterizzato
da un comodo sentiero semiartificiale che permette
all'escursionista di addentrarsi nelle viscere della
terra.
L'antropizzazione di un sito si rileva sia con la
presenza di strutture artificiali, sia con la messa
in luce di reperti appartenenti alla vita quotidiana
dell'uomo.
Nel caso della grotta di S.Giovanni, ad un massiccio
intervento costruttivo, castello e chiesa ipogea,
si contrappone un esiguo numero di reperti ascrivibili
alla frequentazione umana della stessa. Attribuiamo
questa carenza a tre fattori:
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Interno
della grotta |
-mancanza di scavi archeologici mirati;
·materiale in seguito disperso e non documentato;
· modificarsi dei depositi della grotta,
dovuto alla turbolenza delle acque sotterranee che
ci consente oggi di rinvenire continui depositi
di frammenti osseiappartenenti per lo più
ad esemplari di Ursus speaeus (Orso delle caverne).
I reperti archeologici si possono dividere in
quattro categorie:
· ceramica (periodo pre-romano);
· metallo (periodo medioevale);
· vetro;
· ossa e denti di animali.
L'orso delle caverne comparve verso la fine della
glaciazione di Riss (circa 120.000 anni fa) e si diffuse
durante il Würm I, per poi scomparire verso la
fine di questa glaciazione. Il periodo della sua massima
espansione si può collocare fra 80.000 e 35.000
anni fa. I reperti più antichi della nostra
grotta sono ascrivibili a circa 40.000 anni.
L'area di distribuzione dei resti fossili di Ursus
speaeus è quella delle zone temperate e continentali
d'Europa.
Il ciclo vitale di questi orsi, differiva da quello
degli orsi attuali soprattutto per un motivo: il letargo
invernale aveva luogo immancabilmente in grotte naturali
e solo raramente nei ripari e nelle nicchie oggi predilette
dai loro discendenti.
Lo studio della dentatura fa pensare che l'Ursus speaeus
fosse un animale principalmente vegetariano che, dopo
il letargo sotterraneo, vagabondava in
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L'orso |
cerca di cibo durante tutta la stagione calda.
Le dimensioni degli orsi delle caverne si avvicinano
a quelle degli orsi grigi che oggi popolano il Nord
America; la loro scatola cranica, però, è
notevolmente diversa: presenta una fronte convessa,
a forma di cupola, derivata da un aumento delle
dimensioni delle cavità dei seni nasali dovuto,
presumibilmente, alla notevole potenza dei muscoli
temporali connessi con la mandibola.
Questo adattamento sembrerebbe confermare il maggior
uso dei molari durante la masticazione, e ciò
fornirebbe, indirettamente, un'ulteriore prova a
favore della teoria che ritiene che questi
fossero animali prevalentemente vegetariani.
Non esistevano predatori in grado di competere con
loro.
L' Ursus spelaeus scomparve in un lasso di tempo
abbastanza breve.
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Come arrivare ad Antro
Clicca sulla MAPPA

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Per le visite guidate chiamare:
Pro-Loco NEDISKE DOLINE
Tel: +39-0432-727975, cell: 338-1260311
Per l'ingresso alla grotta:
Tel: +39-0432-709065, cell: 339-7435342
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Informazioni
tratte dall'opuscolo realizzato dalla
Comunità Montana Valli Dal Natisone
con il contributo dell' U.E. - Progetto
5B.
Il disegno del complesso è di
Moreno Tomasetig.
I testi sono di Lorenzo Favia
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