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L'
altare |
Nella prima parte della grotta
sono state ricavate una chiesa ipogea ed una cappella
laterale.
Quest'ultima ci è giunta con l'impostazione
gotica dell' ultima radicale ristrutturazione
del 1477.
Il pavimento in lastre di pietra dell'attuale
chiesa è sostenuto da un criptoportico
in pietra, straordinaria costruzione che ha permesso
l'uso dell'antro evitando le piene del fiume sotterraneo.
L'aula, formata lateralmente dalle pareti di roccia,
ha una lunghezza di sedici metri ed una larghezza
di dieci.
Sulle pareti è riportato un fiore a sei
petali inscritto in un cerchio. Questo simbolo,
assieme ad una croce a braccia uguali e ad un
volto di Cristo è l'unica presenza affrescata
nella chiesa.
L'attuale altare ligneo risale al XVII secolo.
Nella cappella laterale sul muro meridionale,
è sistemata una lastra tombale cheindica
il nome del sepolto, l'intitolazione della chiesa
e altri riferimenti utili
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La
lapide |
all' individuazione della collocazione
primitiva.
In precedenza, la lapide faceva da davanzale ad
una finestra ad arco
Probabilmente anche questa non era la sede originaria
in quanto le parole riportate nell'epigrafe : ...TUMULATUS
...AD FUNDAMENTA... fanno pensare o al pavimento
della chiesa o alle fondamenta del muro antico della
cappella che poggiano sulla roccia, un piano sotto
l'attuale pavimento, all'ingresso del complesso.
Un altro indizio di questa collocazione lo evinciamo
dalla parte dell'epigrafe in cui si citano uomini
ASCENDENTES ET DESCENDENTES...a cui il sepolto chiede
di pregare per le sue colpe: ciò conferma
la frequentazione della chiesa e la sistemazione
della pietra tombale in un luogo attraversato da
chi vi entrava.
L'incisione IACEO INDIGNUS HIC TUMULATUS EGO FELIX...
(Io Felice sono indegnamente sepolto...) ci porta
ad identificare questo personaggio con il diacono
Felice menzionato in una donazione di re Berengario
del 888. Con questo documento il re concede al religioso
la chiesa di San Giovanni nella grotta e la parte
dell'attuale valle del Natisone (dal ponte S.Quirino
a Stupizza).
L'iscrizione della lapide indica anche l' intitolazione
della chiesa ECCLAE IOHIS BAPTISTAE AC EVANGELlSTE,
riportandoci ad una fondazione della stessa per
mano dei Longobardi.
Il luogo doveva avere anche per i longobardi funzione
strategica visto che, ricalcando la linea di difesa
romana, era avamposto di Forum Julii (Cividale).
a La cappella laterale è costituita
da un vano unico di m. 6,48 x m. 3,60 con abside
poligonale ai lati di m. 1,54.
Si entra attraversando un ampio arco gotico a sesto
acuto, salendo un gradino che rialza la soglia del
pavimento in mattoni.
L'arco è costruito in blocchi di calcare
grigio, sagomato a facce ottagonali e interrotto
da un capitello a mensola.
Un altro gradino separa l'auletta dal presbiterio
dove vi è un altare con mensa in pietra.
E' illuminata da due uniche monofore gotiche, che
si aprono a circa due metri d'altezza, rispettivamente
a sud-est quella del presbiterio e a sud quella
dell'aula.
Sul soffitto della cappella troviamo diversi simboli:
· la terra (il quotidiano);
· la volta celeste identificata dalle figure
celesti -la Madonna incoronata con il bambino e
un "Cristo Maestro" con il Vangelo;
· il sole contrapposto alla luna e alle stelle.
I simboli terreni sono i personaggi
che sostengono i costoni sagomati del soffitto:
· un oste con brocca e bicchiere in rilievo
sulla spalla;
· due profeti dalla lunga barba e cartiglio
a fascia;
· un pellegrino con il bastone;
· una figura femminile con le mani appoggiate
alle ginocchia (stato di riposo) che, con tutta
probabilità rappresenta il giorno di festa;
· un suonatore di cornamusa;
· un suonatore di "gusla"(violino
popolare);
· una figura con mani giunte in preghiera.
Questi personaggi sono tutti ritratti
inginocchiati in segno di devozione.
Tutta la decorazione lapidea doveva essere dipinta,
ma oggi si scorgono solo blande tracce di colore.
Dell'antica decorazione medievale ci rimangono più
strati di dipinti a fresco:
· il primo e più antico strato, con
segno in terra rossa, rappresenta palme che fuoriescono
da vasi con a lato una scritta in lingua greca e
cinque soli a raggi uncinati (ruote di fuoco) si
sviluppano lungo tutte le pareti con un andamento
ad onde;
· lo strato superiore è formato da
un lacerto di affresco su cui si può intravedere
la testa dai lunghi capelli di San Giovanni Battista
forse del XIII secolo, delle croci di consacrazione
inscritte in un cerchio e, nella parete sud in alto,
un piccolo lacerto (forse una crocifissione). Da
queste decorazioni intuiamo che queste parti di
muro non sono state oggetto dei lavori eseguiti
nel 1477.
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Informazioni
tratte dall'opuscolo realizzato dalla
Comunità Montana Valli Dal Natisone
con il contributo dell' U.E. - Progetto
5B.
Il disegno del complesso è di
Moreno Tomasetig.
I testi sono di Lorenzo Favia
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