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Lutto nel basket: morto Flebus, la “biscia” della Splügen



2017 9 aprile

Lutto nel basket: morto Flebus, la “biscia” della Splügen

Aveva 65 anni. L'ha stroncato un infarto. È stato uno dei giocatori più amati dai tifosi goriziani nei primi anni Settanta
Lutto nel basket: morto Flebus, la “biscia” della Splügen

Doveva venire a Gorizia per un pranzo con parenti. Prima di partire si è sentito male, si è disteso sul letto dal quale non si più rialzato. Un infarto si è portato via ieri mattina un’altra gloria del basket goriziano e nazionale: Desio Flebus. Aveva 65 anni, compiuti appena il 3 aprile. Da poche settimane si godeva la pensione dopo una carriera da bancario nella Banca di Cividale. La morte è avvenuta nella sua casa di Cividale, dove abitava con la moglie Maddalena. Lascia anche il figlio Daniele. Funerali martedì alle 16 nel Duomo di Cividale.

Per i tifosi goriziani Flebus era semplicemente “biscia”. Così lo chiamava Riccardo Sales, il coach che nel 1974 venne ad allenare l’Ugg targata Patriarca dopo gli anni sponsorizzati dalla Splügen Bräu. “Biscia” era uno dei punti fermi di quella squadra che con Sales in panchina, nella stagione 75-76 tornò in serie A1. Per il cividalese Flebus oltre trent’anni di onorata carriera: azzurro per la priva volta nel 1969, a 17 anni, campione europeo Cadetti a Nocera Inferiore, e successivamente anche le convocazioni per la nazionale juniores, Under 21 e Under 23. Con la disarmante facilità con cui insaccava la palla a spicchi da qualsiasi posizione, nei primi anni ‘70 Desio raggiunse la serie A, nelle file dell’Unione Ginnastica Goriziana griffata Splügen.

In una intervista Flebus ricordava con orgoglio che «se si escludono alcune giornate-no o i rientri da qualche infortunio i 25-30 punti erano assicurati ad ogni match, specie se realizzavo già i tiri iniziali, acquisendo fiducia in me stesso». Dopo aver smesso di giocare Flebus ha chiuso con il basket attivo: nessuna intenzione di sedere in panchina. Certo non ha voltato le spalle al suo amato sport, seguendo spesso le partite dalla tribuna.

Flebus, proveniente dalla Virtus Udine, giunge a Gorizia alla vigilia della stagione 70-71. Trova una squadra molto rivoluzionata che il coach Jim Mc Gregor cerca di far esprimere al meglio nel campionato di serie B. Un altro mitico nome del basket nostrano si affaccia quell’anno a Gorizia: Alberto Ardessi. Moreno Sfiligoi, protagonista dell’Ugg in anni successivi a quelli di Flebus, ricordava così la sua “iniziazione” al basket: «Penso a quando, per la prima volta, sono venuto all’Ugg con un amico a vedere una partita di basket di serie A. Era un match tra l'allora Patriarca e il Fag Napoli.

La squadra di Gorizia era allenata da Riccardo Sales e ci giocavano campioni quali John Garrett, Otello Savio, Lino Bruni, Lino Furlan, Claudio Soro, Alberto Ardessi, Mauro Fortunato, Giordano Marussig, Nereo Gregorat, Desio Flebus. Sono rimasto incantato e da quella volta non mi sono mai più perso una partita. Conservo ancora gli autografi di questi grandi giocatori, anche se poi, con alcuni di essi ho anche giocato insieme». Campione in campo Flebus, nonostante qualche scappatella. Ricordava il mitico Nino Comelli: «Desio e Rino Bruni arrivavano ogni giorno da Udine. Quando andavano in trasferta entravano in albergo dalla porta e uscivano dalla finestra. Li aspettavo al rientro: se il giorno dopo andava bene stavo zitto, ma se perdevamo scattavano le multe».

Storie di uomini, storie di campioni.

 

fonte: http://ilpiccolo.gelocal.it/




 desio flebus






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